By Starlight EP, recensione

EP di debutto dei britannici By Starlight: Sara Murray (voce e basso), Martino (chitarra e cori) e Ivo Sotirov alla batteria.

Il lavoro è stato prodotto da Paul Corkett che nel suo curriculum conta Black Market Music dei Placebo, Bloodflowers (The Cure) e The Butcher And The Butterfly (Queenadreena).

Il disco nasce da tutto questo: radici noise smussate dalla produzione ed evolutesi grazie alle diverse influenze dei membri del gruppo, la traccia di apertura ‘Run Away’ (capace di restarti nella zucca per un bel po’) ben rappresenta questo processo. Il cantato, sempre pulito, ricorda molto quello di Shirley Manson e alla fine dei conti ciò che si sente di più a livello di rimandi sono Pixies e The Cure, seppur rivisti e corretti con le chitarre che spesso vanno a 200 all’ora e la batteria che non perde un colpo.

Anche il secondo brano ‘So Desperate’ è destinato a rimanere in testa per un po’ di tempo, però per i miei gusti le canzoni uggiose devono esserlo non solo nelle liriche: la musica non dovrebbe essere frenetica, ma lenta e cadenzata; un po’ come avviene nella successiva ‘The Reason’ che (seppur catchy) è più calma.

‘All Gone’ conclude l’EP con qualche graffietto e feedback in più.

Il debutto dei By Starlight è quindi spendibilissimo sul mercato (specie quello più preparato del Regno Unito) grazie alla sua produzione pulita, alle doti della band e alla capacità di composizione fondata su ritornelli che fanno ciò che devono fare: restarti in mente. A livello personale non mi sarebbe dispiaciuta una dose maggiore di tristezza e lentezza, viste anche le liriche che mi sembra rimandino spesso ad amori finiti male; però più lo ascolto e più mi piace.

Sul sito della band potete ascoltare l’EP e scaricarlo:

http://www.bystarlight.info/

 

Sono i giorni di Teri Gender Bender

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Mentre il tour del main project Le Butcherettes si avvicina a larghe falcate verso il Tunnel di Milano ove suonerà questo sabato sera, la vulcanica Teri Gender Bender dà alla luce due sorprese.

Iniziamo proprio da Le Butcherettes che hanno fatto uscire il nuovo video di My Mallely (tratta da ‘A Raw Youth’) che potete gustarvi qua sotto:

 

L’altra gustosa novità è Drugs On The Bus, la prima traccia del suo ennesimo progetto Crystal Fairy (un vero e proprio supergruppo che la vede affiancata alla chitarra da Buzz Osborne e alla batteria da Dale Crover, entrambi The Melvins, e al basso dall’eterno amico Omar Rodríguez-López). Il primo album dei Crystal Fairy (eponimo) uscirà il 24 febbraio per Iperpac, il brano d’assaggio ci rivela un prodotto molto melvinsiano a livello di sonorità, ma con la voce della messicana che dà quel tocco gradevole che a mio avviso è sempre mancato alla band statunitense, ecco qua:

 

Se vi piace la buona musica credo che questo materiale non possa che farvi venire voglia di recarvi al Tunnel Club sabato alle 21.00, lo spettacolo che ogni volta che sale sul palco può offrire la follia della Teri sarà sicuramente memorabile (ve lo dice uno che l’ha già vista all’opera e che si concederà volentieri il bis).

Pin Up Noise – Dimetoato EP (La Clinica Dischi), recensione

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Non mi sconvolgeranno la vita, ma i Pin Up Noise con il loro nuovo EP Dimetoato dimostrano di essere tra gli ormai pochissimi in Italia che fanno musica con passione e senza la malizia di chi suona solo per portarsi a casa il Tenco e due fighe.

Il titolo del disco richiama le scorie tossiche emanate nel 1988 a Massa (città della band) dalle due esplosioni della Farmoplant: “i Pin Up Noise vogliono compiere il loro piccolo disastro musicale’ e far riflettere sui benefici e sui danni del progresso scientifico-tecnologico.

Ritmica, varietà e la sincerità emanata sono i punti forti dell’EP, le liriche (che spesso si rifanno al dopo-sbornia) e le linee vocali non molto curate quelli deboli.

Il singolo ‘Sbronzo e confuso’ aiuta a capire: 6 minuti tra rallentoni, feedback, quattro quarti e un cantato che segue troppo la batteria.

‘Eternoia’ si apre invece con una parte molto punk-rock nostrano con un intermezzo grunge, ma senza tonfi allo stomaco.

‘Sergio’ potrebbe essere una cover dei CCCP (che infatti vengono citati nel testo).

I due brani finali sono quelli che mi hanno colpito maggiormente in positivo: ‘Non ci soddisfano’ ha un atmosfera molto ‘Jack Frusciante è uscito dal gruppo’ e un testo che finalmente merita applausi a scena aperta, cito: “C’era un rumore in lontananza eri tu che ascoltavi i Sonic Youth/eri tu che ascoltavi gli Smiths (…) Vasco Brondi non ci soddisfa, Brunori non ci soddisfa, Lo Stato Sociale non ci soddisfa, Dente non ci soddisfa”, era ora: qualcuno con un po’ di coraggio e un po’ di gusto!

A chiusura troviamo la canzone di protesta ‘Lo Stato’ che, dal punto di vista prettamente musicale, mi sembra quella più riuscita e originale.

In conclusione mi auspico che il gruppo resti in piedi, conservi questa genuinità e, perché no, che un giorno possa sconvolgermi l’esistenza.

Qua potete ascoltare Dimetoato:

Lanegan e Gahan duettano su ‘Cat People’ di Bowie, ascolta

 

E per non acquistare a scatola chiusa eccovela sul tubo:

Condividi e ricevi il brano: Omid Jazi – Entanglement (English Version Live In Studio)

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Un anno dopo l’uscita del suo primo album londinese Tooting Bec (Nexus Edizioni) Omid Jazi torna in studio proprio per sciacquare i panni nel Tamigi.

Il musicista italiano ha infatti messo in pratica l’inglese ormai perfezionato nell’uggiosa quotidianità della City traducendo nella lingua d’Albione il brano ‘Entaglement’ e riaprendo le porte degli Studios dove fu inciso il disco per registrarlo in presa diretta.

Omid ha voluto riadattare il pezzo per un power trio in cui ha cantato e suonato l’elettrica accompagnato al basso da Marco Panichella alias GIEI e alla batteria da Pavone Scarmaroli degli After Crash (che hanno in promozione il disco LOSTMEMORIES). I tre si sono divisi i compiti di postproduzione: Jazi si è occupato del mixing e Scarmaroli del mastering (come sound engineer ritroviamo Shuta Shinoda), mentre Panichella (regista e sceneggiatore di professione e firma del video di ‘Eggregora’) ha diretto il video della performance che uscirà ufficialmente nei prossimi giorni.

Il video che, in stile Jazi, promette di stupire è un modo per festeggiare il primo anniversario di Tooting Bec e per entrare finalmente nell’ultima parte di un progetto pensato per fasi: il periodo dei live, delle sperimentazioni artistiche e delle nuove collaborazioni.

La canzone si trova già su Soundcloud, ma Paper Cuts vi dà la possibilità di scaricarla gratuitamente in formato MP3: basta condividere questo post.

Ecco la prima compilation di Grungers Italia

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Da Gorizia a Bari, passando per Milano, Lucca e Sassari si suona ancora il grunge (con qualche licenza poetica).

La passione per la scena esplosa nei Nineties nei pressi di Seattle ha portato la community Grungers Italia a promuovere e curare una compilation in free download con protagoniste le band nostrane che si rifanno a quella attitudine. I gruppi sono tutti vivi e vegeti e dimostrano tanta voglia di suonare.

La compilation offre un’ampia fascia di variabili del grunge e dello pseudo-grunge nessuna delle quali emerge troppo rispetto alle altre (non è per forza una critica negativa).

Grungers Italia ha l’esplicito intento di supportare la scena locale e ovviamente il fine della compilation è lo stesso; un piccolo gesto che darà certamente più forza a tutti e che dovrà portare ad altre iniziative a sostegno della nostra piccola tribù.

TRACKLIST

01 Madbox – Man of Lies

02 Shame – Comet

03 Sik – A[lie]

04 Lux – Il tuo re

05 Stricnina Cocktail – Evitare di marcire

06 Recattivo – Solo

07 Datura Vulgaris – Chance

08 Monolith – Bitter Show

09 Bliss Infection – Back To Sleep

10 Never Hide – Demons

11 V-Device – Sweetie Jack 

12 Yena – Migliore

13 The Sure – Lobotomized

14 Quma – Parasite

15 Maneaters – Vagina Era

 

Afterhours, Folfiri o Folfox parte dalla Feltrinelli di Milano

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Esce ufficialmente domani il nuovo lavoro degli Afterhours: l’atteso doppio con 18 brani e 1 ora e 20 di musica e liriche Folfiri o Folfox,  ma oggi la band milanese ha debuttato con il tour instore presso le Feltrinelli partendo da quella della propria città sita in piazza Piemonte.

Manuel Agnelli ha spiegato che l’album, fortemente segnato dalla morte di suo padre a causa del cancro, è stato un modo per espellere le tossine e per parlare di tematiche ancora tabù cosa che, a suo dire, solo una rock band può permettersi di fare nella società in cui viviamo. L’album, da quanto abbiamo potuto sentire, è molto vario; il violinista Rodrigo D’Erasmo ha spiegato che la composizione non è stata fatta attraverso jam, ma è stata più affine a quella della musica classica con scambi di idee (e file) da parte di tutti e la prima parte del lavoro in sala affidata proprio a lui, Agnelli e al nuovo batterista Fabio Rondanini. Gli After in fase compositiva si sono spesso trovati di fronte a delle scelte che frequentemente sono state essenzialmente di sottrazione, come ha detto Manuel elogiando più volte (a ragione) le qualità di tutti altri membri del gruppo. Nel disco infatti ci sono canzoni in cui qualcuno dei musicisti nemmeno suona. Folfiri o Folfox secondo il chitarrista “noise” Xabier Iriondo rappresenta tutte le sfaccettature della band condensate in un solo prodotto (considerazione che trovo molto azzeccata), il suo collega bassista “pop” Roberto Dell’Era ha fatto un intervento più scherzoso invitando tutti ad acquistare l’album e facendo da “spalla” ad Agnelli che ha sottolineato di non avergli fatto cantare neanche una nota in studio ma di averle cantate alte di proposito per metterlo in difficoltà nei live. Già in sintonia con la band il terzo chitarrista aggiunto Stefano Pilia.

Dopo le chiacchiere la musica con 5 pezzi: 4 nuovi, tra cui il singolone ‘Non voglio ritrovare il tuo nome’ e ‘Padania’ arrangiata bene da far paura.

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E per chiudere il classico firma copie.

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