Ho testato FaceApp su 10 rockstar

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FaceApp è uno dei passatempi del momento, la cosa che più stuzzica gli utenti è vedere come sarebbero (secondo l’intelligenza artificiale) se fossero nati del sesso opposto. Siccome il me stesso femmina non mi ha soddisfatto ho pensato bene di dilettarmi con l’app testandola su alcuni dei miei artisti preferiti. Ecco il risultato (in ordine crescente in base ai canoni estetici che mi soddisfano e/o allo shock che mi ha provocato la trasformazione):

10. JIM MORRISON

Nei panni di Jimba il buon Jim avrebbe forse perso un pochino di fascino. Non proprio un cesso, ma una ragazza come tante (con il viso troppo tondo).

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9. OZZY OSBOURNE

Siccome ho sempre sostenuto che la mia migliore amica somiglia a Ozzy con gli occhiali tondi non ho resistito. Ora chi glielo dice che la signora Osbourne è più carina?

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8. MELISSA AUF DER MAUR

Quella che ho sempre considerato la donna più bella del mondo come uomo non mi pare un sex symbol, forse dovrebbe cambiare parrucchiere.

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7. SID VICIOUS

La signorina Sidney sarebbe troppo mascolina per i miei gusti, ma potrebbe sempre conquistarmi con il punk.

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6. LAYNE STALEY

La signorina Staley sarebbe stata molto carina invece.

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5. MIKE PATTON

Una Michelina Patton così non vi fa venire pensieri sconci?

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4. COURTNEY LOVE

Sembra un galeotto che ha ucciso la moglie il 5 aprile del 1994.

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3. DONITA SPARKS

La memoria artificiale tira fuori tutto il Monster in lei. Mi ricorda un misto tra Iggy Pop e David Bowie truccato per fare la parte di un maniaco in un film di Rob Zombie.

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2. SANDRA NASIC

Sandro è un cantante tedesco di origine croata, direi che qua l’intelligenza artificiale ha funzionato (non nel senso che sia un bel ragazzo, ma potrebbe essere veramente un parente stretto della leader dei Guano Apes e, probabilmente, avrebbe anche lo stesso timbro vocale).

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1. KURT COBAIN

Credo che sognerò Kurta per diverse notti.

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Thegiornalisti a 23 euro? 5 modi per spendere meglio i tuoi soldi

Sopravvalutare gente che non ha niente da dire o che non ha proprio il buon vecchio piglio è ormai la cosa che riesce meglio alle fanbase e agli addetti ai lavori che gironzolano tra le webzine che contano e tra i locali che contano (i soldi).

“Sopravvalutare” anche in senso stretto, eh! Sto parlando di prezzi, mercato, crisi e di loro: fruitori di paghette e bonus per i 18enni, neet, babbei fuoricorso, webzinari gratis con i soldi di papà, youtuber che non conoscono l’italiano etc. tutta gente che manda sold out band senza né arte né parte.

Okay, ero giovane e mi piacevano i Verdena, me li son visti un fracco di volte, ma quando il prezzo del biglietto superava 10 euro ero il primo a sventolare bandiera bianca: pensavo semplicemente che fossero dei ragazzi come me e che non andassero trattati come star (la storia mi ha dato ragione) e pensavo che i loro concerti non dovessero costare quanto (che ne so) un live dei Mudhoney che porca puttana mi vengono da Seattle con il sussidiario sottobraccio.

Oggi sono incappato per l’ennesima volta su una sponsorizzata di un live di una delle band che INSPIEGABILMENTE sta facendo furore dopo anni di onorata gavetta, i Thegiornalisti, prezzo: 23 euro.

Non addentrandomi oltre vi propongo una serie di acquisti che potreste fare con la stessa cifra, diciamo cose più utili e anche più piacevoli, voilà:

5. Hitler – Der Aufstieg des Bösen [2 DVDs]

Eh, mi fate salire il nazismo e ho bisogno di rilassarmi con una docu-fiction in doppio DVD, fatelo anche voi, avete bisogno solo di quei 23 euro!

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4. Una ceretta inguine + ascelle

Stesso prezzo, ma indubbiamente meno dolorosa di un concerto dei Thegiornalisti.

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3. Tre bottiglie di stura water

Non so perché, ma il podio è prettamente scatologico. Al terzo posto: procuratevi tre bottiglie di stura cesso (23 euro, ovvio) che se vi venisse voglia di andare alla prossima data potrebbero servirvi (prevenire è meglio che curare).

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2. Duecentotrenta rotoli di carta igienica del discount 

Vuoi mettere? Sempre che non ci pensi mammà.

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1. Un clistere, e che clistere!

Atto di coraggio per atto di coraggio io sceglierei questo, costa anche qualche centesimo in meno di un concerto dei Thegiornalisti. Poi cazzo… il packaging è una cosa surreale e tra Love Shower e Thegiornalisti non c’è confronto neanche a livello di nome, direi.

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I 10 giri di basso più fighi di Krist Novoselic

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Oggi il buon Krist Novoselic fa 51 anni. Ecco una buona scusa per tirar giù una shitlist nirvaniana. Sono tante le canzoni dei Nirvana dove il basso è in evidenza, ne ho selezionate dieci (escludendo le cover, leggasi ‘Love Buzz’). Per onestà intellettuale va detto che, nonostante l’eccelso lavoro di Novoselic, la storia ci dice che era lo stesso Cobain a dirgli letteralmente cosa e come dovesse suonare e lui faceva il suo sporco lavoro. Pronti a premere play:

10. BLEW

La prima canzone del primo disco è una di quelle che parte proprio con il giro di basso.

 

9. SMELLS LIKE TEEN SPIRIT

La inserisco a fatica perché un po’ la odio, ha cambiato il mondo del rock ma ha dato una mole di successo che una persona fragile come Kurt Cobain non era in grado di sostenere. Comunque sia, se i più pensano sempre al riff, è il basso di Novoselic a tenere in piedi la struttura.

 

8. DOWNER

Per i bassisti questa deve essere abbastanza divertente da suonare, sempre che non siano alle prime armi ché allora son dolori e bestemmie.

 

7. YOU KNOW YOU’RE RIGHT

Il basso pulito e i feedback con le chitarre. Un marchio dei Nirvana.

 

6. SLIVER

Anche qua Novoselic protagonista nell’ouverture e nella strofa finale.

 

5. STAY AWAY

Altro brano divertente da suonare, non solo per i bassisti.

 

4. MILK IT

Con il rassicurante tappeto di basso di Novoselic, Cobain poteva dare sfogo al proprio disagio esprimendosi con fischi e con un assolo tanto imperfetto da essere geniale.

 

3. IF YOU MUST

Uno degli inediti più belli, reso così cupo dal suono del buon Krist.

 

2. DIVE

Apertura con il basso e giù a pestare. Qua come intro c’è una jam di Novoselic e Grohl sulle note di ‘Sweet Emotion’ degli Aerosmith.

 

1. LOUNGE ACT

Il giro di basso del festeggiato che mi piace di più è questo.

10 canzoni con nomi femminili nel titolo per l’8 marzo

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Eccomi sulla vostra home tra un ramoscello di mimosa photoshoppato e il mantra che l’8 marzo è tutti i giorni (verissimo, ma andrebbe detto credendoci di più e in modo più intimo). Beh, io mi sono un po’ sforzato (accantonando ‘Roxanne’ e gli A Perfect Circle) per confezionarvi questa playlist di canzoni con nomi femminili nel titolo non così inflazionate, ma ottime. Auguri a chi li merita, via:

10. ANNA CLAIRE (GUANO APES)

Easy meet placed in an ugly game
lights a candle for an endless shame
your love is her pain, growing to hate
R.I.P. for rape, she’s no longer your

Iniziamo con un pezzo-denuncia contro la violenza sulle donne, sperando che un giorno non sia più necessario scrivere su queste robe di merda.

 

9. MAGGIE M’GILL (THE DOORS)

Miss Maggie M’Gill, she lived on a hill
Her daddy got drunk and left her the will
So she went down, down to Tangie Town
People down there really like to get it on

Il buon Jimbo ci vuol far conoscere la signorina Maggie.

 

8. BECKY (BE YOUR OWN PET)

It was great how you made me a friendship bracelet,
but I didn’t know you made one for Becky face lift,
you know now everyone hates me a whole bunch,
just because I made you cry a little bit at lunch,
but I don’t feel bad,
’cause they don’t know what we had,

that doesn’t matter anyway,
’cause I’ve got a brand new friend okay,
me and her, we’ll kick your ass,
we’ll wait with knives after class

Tra il serio e il faceto ecco a voi Becky, vittima di un’amicizia scolastica finita male.

 

7. FRANCES FARMER WILL HAVE HER REVENGE ON SEATTLE (NIRVANA)

She’ll come back as fire, to burn all the liars
and leave a blanket of ash on the ground

Kurt Cobain era ossessionato dalla triste vicenda della diva hollywoodiana degli anni Trenta Frances Farmer, tanto da chiamare la sua unica figlia Frances e acquistare (nonché indossare) un vistoso vestito giallo a lei appartenuto. L’attrice ebbe un’esistenza terribile dopo il successo che culminò in un ospedale psichiatrico dove fu lobotomizzata e ripetutamente violentata dai guardiani. Se tornasse indietro come il fuoco per bruciare tutti i bugiardi e lasciare una coperta di cenere per terra sarebbe il minimo.

 

6. JENNIFER’S BODY (HOLE)

You’re hungry, but I’m starving
He cuts you down from the tree

Con questa canzone vorrei ricordare a Courtney Love (affetta da improvviso calo di autostima) che tra lei e PJ Harvey volenti o nolenti c’è un abisso.

 

5. PRISSTINA (SLEATER-KINNEY)

Call her your Prisstina
Would you put her under glass?
Would you like to study?
‘Cause she’s got such perfect class
Oh, you want to tempt her
With your dirty rock n roll
Call her your Prisstina
She’s such a pretty girl

Questo qua è un inno, la tentazione di una ultra-protetta studentessa modello di diventare la reginetta della scena rock.

 

4. SANDY (BITCH ALERT)

Sandy likes her best friend
kisses her when shes drunk
Sandy knows it better
why did she ever fake

Storie di ordinaria omofobia.

 

3. NICOLE TOLD ME (HALF JAPANESE)

Well, I knew that she would not come back

La Nicole in questione rappresenta quelle persone del passato, con tutti i loro dettagli, che rimangono per sempre ma non torneranno mai.

 

2. GOODNIGHT IRENE (LEADBELLY)

Irene goodnight Irene goodnight
Goodnight Irene, goodnight Irene
I guess you in my dreams

L’Irene di leadbelliana memoria è la progenitrice di tutte, le cover di questo splendido pezzo eseguite da grandi personalità della storia del rock lo dimostrano. Senza il proto-bluesman difficilmente avremmo avuto gli Stones, i Nirvana e tutti i sottogeneri del rock che ci piacciono o ci fanno schifo.

 

1. LORENZA, GIADA, ALESSANDRA (L7)

Lorenza, Giada, Alessandra

I love you, I love you, I love you

Chiudo in levare con questa tripletta.

14 canzoni d’amour per San Valentino

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Beh, è San Valentino, è il giorno dell’amour (che ci sia o che non ci sia). Ecco che vi propino una shitlist di 14 canzoni dove questo cazzuto sentimento la fa da padrone tra illusioni e disinganni. La musica è vita, la vita è amore, eccetera eccetera. Magari qualche scelta non vi troverà d’accordo, ma al cuore non si comanda né tanto meno al fottuto rock ‘n’roll. Chi mi ama mi segua:

14) FAITH NO MORE – ZOMBIE EATERS 

You’re everything that’s why I cling to you
When I emerge my thoughts converge to you, to you
The world is so small compared to you
And everybody’s wrong compared to you

Iniziamo con una canzone evidentemente bipolare e malata, dalla tenerezza dell’intro si passa a un’atmosfera più cruda sia musicalmente che dal punto di vista del testo. Un amore difficile da decifrare che, secondo alcune interpretazioni, potrebbe essere quello tra madre e figlio.

 

 

13) ELVIS PRESLEY – LOVE ME TENDER

Love me tender,
Love me true,
All my dreams fulfilled.
For my darlin I love you,
And I always will.

Quando tutto ebbe inizio c’era un giovanotto che di amore e tenerezza ne sapeva a pacchi.

 

12) DAVID BOWIE – CHINA GIRL

I’m a mess without my  little China Girl
Wake up mornings where’s my little China Girl
I hear hearts beating loud as thunder
Saw the stars crashing down

Ah già, oggi ce ne sarebbe stata una appropriata di Bowie, beh io sento il mio cuore battere, forte come un tuono con questa qua.

 

11) QUEENS OF THE STONE AGE – IN MY HEAD

I keep on playin our favorite song
I turn it up while you’re gone
It’s all i got when you’re in my head and you’re in my head so i need it

Bene, qua si inizia con i dolci ricordi e gli amori finiti…

 

10) THE CARDIGANS – LOVEFOOL

Love me love me
Say that you love me
Fool me fool me
Go on and fool me
Love me love me
Pretend that you love me
Leave me leave me
Just say that you need me

…e qua si continua su quella scia, ma la perdita non risulta ancora molto introiettata.

 

9) THE SUBWAYS – WITH YOU

When I’m with you
It seems so easy
It seems so easy
My best days are with you
They are so easy
They are so easy, yeah!

Dai sono buono, vi riporto il sorriso di quando le robe van tutte bene. Il testo di questo brano nella sua semplicità rimanda a quell’atmosfera là.

 

8) NIRVANA – SPANK THRU

Living without you girl you’ll only break my heart.

Non volevo metterli, ma mi sono lasciato travolgere. Ci sono tante canzoni dei Nirvana che, pur parlando di tutt’altro, ti danno quel senso d’amour. Oh well, whatever, press play.

 

7) JULIETTE AND THE LICKS – YOU’RE SPEAKING MY LANGUAGE

I wanna feed you like a bush of baby birds
Put your mind, make sure that you heard

Amore punk-rock, equazione semplice: parliamo la stessa lingua quindi amiamoci. Non è la classica canzone d’amour, ma ha quella cazzo di anima.

 

6) L7 – MOONSHINE 

If you look at the moon
When I look at the moon
We’re not far away
We’re connected by the moon
Looking at the moon
In the moonshine.

Dagli albori della civiltà ci sono degli innamorati che guardano la luna e si pensano sentendosi più vicini, nell’arte questo topos è stato molto usato e lo hanno utilizzato anche le L7 (non sempre così incazzate come le dipingono).

 

5) BITCH ALERT – AT THE CINEMA 

You’re sitting next to me,
You’re taking my hand,
Turning away from me, I can’t wait
Cuz’ every time you choose you choose the same

L’ideona semplice e geniale viene dalla Finlandia: una coppia di (probabilmente freschi) innamorati seduti accanto al cinema con le rispettive insicurezze.

 

4) MUDHONEY – IF I THINK

I forgot how to breathe
I forgot just what I need
Saw the world laid out before me
I saw everything so small
If I think, I think of you

A ridosso del podio ci metto i Mudhoney con un classicone che parla d’amour.

 

3) AUF DER MAUR – TASTE YOU

Come to me
Plug it in, so I can digest you
I will taste you

Eh.

 

2) ALICE IN CHAINS – LOVE,HATE,LOVE

Lost inside my sick head
I live for you but I’m not alive
Take my hand before I kill
I still love you, but, I still burn

Anche se il buon Layne ci disse che parlava di dolor, tocca annoverarla tra le canzoni d’amor con la A maiuscolissima. Il testo fu scritto dallo stesso Staley ed è poco velatemente dedicata al suo quasi unico amore Demri Parrott che lascerà questo mondo prima di lui che finirà nello schifo totale.

 

 

1) THE CURE – LOVESONG

However far away
I will always love you
However long I stay
I will always love you
Whatever words I say
I will always love you
I will always love you

Beh, c’è poco da aggiungere.

10 canzoni più tristi e meno smidollate di quelle di Adele

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Non si fa che parlare della tristezza delle canzoni di Adele, ecco la risposta in salsa rock, mi permetto anche il lusso di ‘tenere in panchina’ tanti pezzi da novanta. Vi farò piangere di più io e vi darò dei buonissimi motivi per farlo. Beccatevi questi dieci magoni.

10 I’M SORRY – MY SISTER’S MACHINE

Iniziamo la nostra scalata verso il probabile suicidio di chi ci legge con la meteora più potente della scena di Seattle. Il sound è bello strong quanto il brano è bello disilluso.

Oh God, I know you hate me
I don’t deserve your love no more
Oh God, I know you hate me
I just want to say I’m sorry

 

9 FATHER’S GRAVE – MELISSA AUF DER MAUR

Toccante duetto di Melissa Auf Der Maur e Glenn Danzig inserito nel concept album dalle atmosfere vichinghe ‘Out Of Our Minds’. Un guerriero (Danzig) comunica a una ragazzina (Melissa) che il padre è morto in battaglia.

It’s time to face your loss, let your father go

But I need help, dear sir, you put him six feet below

 

8 CITY LIGHTS – BITCH ALERT

La band finlandese ci conduce a fare una passeggiata nell’uggia autunnale mano nella mano con l’assoluta rassegnazione.

Flying yellow leaves on the muddy ground

everyone is dead, everything is dead

someday the city lights will fall

 

7 JESUS DOESN’T WANT ME FOR A SUNBEAM – THE VASELINES

Quando si arriva a prendersela con sconforto con una divinità o il figlio di una divinità vuol dire che le cose van proprio di merda.

Jesus doesn’t want me for a sunbeam ’cause somebeams are never made like me

 

6 ASLEEP – THE SMITHS

Facciamo che questa vale per tutti i gruppi dalle atmosfere dark, ok?

Sing me to sleep
Sing me to sleep
And then leave me alone
Don’t try to wake me in the morning
‘Cause I will be gone
Don’t feel bad for me
I want you to know
Deep in the cell of my heart
I will feel so glad to go

 

5 DEATH TO BIRTH- PAGODA

Se non avete tempo di deprimervi guardando l’intero ‘Last Days’ di Van Sant vi bastano cinque minuti scarsi.

With my own cold dead face
With my own wooden case

 

4 WINDOW – KATASTROPHY WIFE

Concepita nel periodo più buio della sua vita tormentata da problemi psichici Kat Bjelland ci fa sedere accanto a lei a guardare fuori dalla finestra con una tristezza mastodontica.

Staring out the window you
lose yourself
you lose yourself there’s no one else
standing in the corner you’re
out of place
you’re out of place, outer space

 

3 FADE TO BLACK – METALLICA

I ‘tallica hanno avuto dei periodi intrisi di uggia, questa rimane forse l’ode più riuscita al suicidio.

Life it seems will fade away
Drifting further everyday
Getting lost within myself
Nothing matters no one else
I have lost the will to live
Simply nothing more to give
There is nothing more for me
Need the end to set me free

 

2 NORTHERN STAR – HOLE

Qua la contraddittoria Courtney Love è stata sincera e ha scritto una canzone toccante per il defunto marito che spesso e volentieri la porta addirittura a versare lacrime sul palco.

And they paid, I cry and cry for you
Ghosts that haunt you with their sorrow
I cried ’cause you were doomed
Praying to the wound that swallows
All that’s cold and cruel
Can you see the trees, charity and gratitude
They run to the pines
It’s black in here blot out the sun
And run to the pines
Our misery runs wild and free
And i knew, the fire and the ashes of his grace…

 

1 WAKE UP – MAD SEASON

Se i suoi amici Metallica sono riusciti a non farsi sopraffare dallo sconforto il caro Layne Staley (che potrebbe tranquillamente occupare tutte le prime dieci posizioni) non ce l’ha fatta e ce l’ha detto chissà quante volte che non ne poteva più, ad esempio con questa canzone.

For 10 long years, for 10 long years
The leaves to rake up
Slow suicide’s no way to go

10 canzoni contro la violenza sulle donne

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Oggi è la Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle Donne e noi (ogni giorno filo-grrrl) vogliamo ricordarvelo con l’arte che più amiamo. La musica spesso è portatrice di messaggi, spesso vuol far riflettere su ciò che della vita fa schifo. Lo stupro e la violenza verso una ragazza o una donna sono l’apoteosi dello schifo. Abbiamo scelto dieci tracce, due di gruppi maschili e otto di gruppi femminili, che trattano questo vomitevole argomento.

10) JANIE’S GOT A GUN – AEROSMITH (Pump, 1989)

What did her daddy do?
It’s Janie’s last I.O.U.
She had to take him down easy and put a bullet in his brain

La band di Steven Tyler è forse una delle prime a sdoganare in modo così forte un argomento come lo stupro da parte di un padre a una figlia. Janie subisce le violenze del genitore e l’unico modo che trova per reagire è farlo secco. Nel ritornello Tyler la spinge a correre via (dal dolore e dalla polizia) e beh, anche da queste parti, incitiamo Janie.

 

9) POLLY – NIRVANA (Nevermind, 1991)

Polly wants a cracker
I think I should get off her first
I think she wants some water
To put out the blow torch

Kurt Cobain scrisse il testo di ‘Polly’ dopo aver saputo di un fatto di cronaca accaduto a Tacoma nel 1987 quando una quattordicenne uscita da un concerto punk al Community World Theatre venne rapita da uno stronzo di nome Gerald Friend che la seviziò e torturò per giorni. Il leader dei Nirvana, uno degli uomini più femministi che abbiano calpestato questo mondaccio, provocatoriamente scrisse le liriche utilizzando il punto di vista dello stupratore.

 

8) DEAD MEN DON’T RAPE – 7 YEAR BITCH (Sick ‘Em, 1992)

I don’t have pity, not a single tear
For those who get joy from a woman’s fear
I’d rather get a gun and just blow you away
Then you’ll learn first hand

Prima canzone scritta da una band femminile, le 7 Year Bitch, come per il brano degli Aerosmith la reazione allo stupro è una bella pallottola perché “gli uomini morti non stuprano”.

 

7) STOLEN ROSES – KAREN ELSON (The Ghost Who Walks, 2010)

He thorns on the roses cut through my skin
the vultures flew down and then pecked
what lay on the surface was a tiny crack
and below was a gigantic wreck
so I held my head down and I dealt with the blows
In hope that I’d soon be free to go where the stolen roses grow
to forget I have bad memory

La modella-cantante Karen Elson denunciò la violenza sulle donne per mezzo di murder-ballads come ‘Stolen Roses’ che racconta gli ultimi momenti di una ragazza prima di spegnersi a causa della violenza del suo compagno.

 

6) HOLE – DICKNAIL (1991)

I said, I said: “Stop”
I did what you said
I did what you want
I was a good girl
I was a good girl
I said I said
I said: “No”

Anche le Hole di Courtney Love usarono l’abuso da parte di un padre per denunciare la violenza sulle donne. Nei primi dischi e singoli tematiche come questa sono presenti in ogni dove, ma il b-side ‘Dicknail’ ne è l’esempio più esplicito e crudo.

 

5 DEATH OF A WHORE – JULIETTE AND THE LICKS (Four On The Floor, 2006)

Come on bitch, or should I call you a whore?
Knocked to the floor, my head opened and poured
I been raped and battered and stuffed like a dog
A ravaged animal, a slaughtered hog
Black turns to white, am I talking to God?

Juliette Lewis con i suoi Licks presentò la tematica trattando della morte di una prostituta picchiata a sangue da un aguzzino, le liriche descrittive fanno quasi vivere quei terribili momenti dal pestaggio agli ultimi istanti di vita della donna che si appella inutilmente a Dio.

 

4) CAN I RUN, L7 (Hungry For A Stink, 1994)

Switch to paranoid from having fun
Will he use his hands, knife, or a gun?

Uno dei rari casi in cui le L7 affrontarono la violenza sulle donne per mezzo delle liriche, solitamente preferivano farlo in maniera più concreta ad esempio organizzando il festival benefico Rock For Choice. ‘Can I run’ parla del momento in cui una ragazza che viene molestata quotidianamente si rende conto che deve reagire e lasciarsi tutto alle spalle con tutte le paure che ne conseguono.

 

3 SUCK MY LEFT ONE – BIKINI KILL (Revolution Girl Style Now, 1991)

Daddy comes into her room at night
He’s got more than talking on his mind
My sister pulls the covers down
She reaches over, flicks on the light

Bikini Kill, la band che ha combattuto di più ogni forma di violenza sulle donne e ha spinto tutte le ragazze all’autoconsapevolezza. A quei tempi il machismo era predominante più di quanto non sia adesso e due studenti di nome Kathleen Hanna e Tobi Vail iniziarono la loro lotta per mezzo delle fanzine e della musica. Hanno fatto un ottimo lavoro. In ‘Suck My Left One’ una ragazza vede la sorella abusata dal padre e la madre che lascia fare. Bello schifo.

 

2 BLACK EYE – FLUFFY (Black Eye, 1996)

I’m gonna leave you, I’m gonna leave you
When I get the strength to

Questo pezzo purtroppo è autobiografico: Amanda Rootes lo scrisse ripensando alle botte che il padre le dava da bambina.

 

1 EVERY SIX MINUTES – CLAM DANDY (Prey For Rock & Roll Soundtrack, 2003)

Every six minutes someone says no, every six minutes she gets ignored

‘Prey For Rock & Roll’ è un film stupendo che parla di una riot band un po’ attempata dove è forte la denuncia verso lo stupro. Eccezionale anche la colonna sonora del gruppo Clam Dandy con alla voce la stessa protagonista Gina Gershon e delle guest come la chitarrista Gina Volpe (Lunachicks) e la mitica Samantha Maloney alla batteria. ‘Every Six Minutes’ segue il momento più tragico del film e parte dal triste spunto che ogni sei minuti nel mondo avviene uno stupro, forse vi ho detto troppo. Ma una cosa in più voglio dirvela: vaffanculo a chi picchia e stupra una donna o una ragazza.