Thegiornalisti a 23 euro? 5 modi per spendere meglio i tuoi soldi

Sopravvalutare gente che non ha niente da dire o che non ha proprio il buon vecchio piglio è ormai la cosa che riesce meglio alle fanbase e agli addetti ai lavori che gironzolano tra le webzine che contano e tra i locali che contano (i soldi).

“Sopravvalutare” anche in senso stretto, eh! Sto parlando di prezzi, mercato, crisi e di loro: fruitori di paghette e bonus per i 18enni, neet, babbei fuoricorso, webzinari gratis con i soldi di papà, youtuber che non conoscono l’italiano etc. tutta gente che manda sold out band senza né arte né parte.

Okay, ero giovane e mi piacevano i Verdena, me li son visti un fracco di volte, ma quando il prezzo del biglietto superava 10 euro ero il primo a sventolare bandiera bianca: pensavo semplicemente che fossero dei ragazzi come me e che non andassero trattati come star (la storia mi ha dato ragione) e pensavo che i loro concerti non dovessero costare quanto (che ne so) un live dei Mudhoney che porca puttana mi vengono da Seattle con il sussidiario sottobraccio.

Oggi sono incappato per l’ennesima volta su una sponsorizzata di un live di una delle band che INSPIEGABILMENTE sta facendo furore dopo anni di onorata gavetta, i Thegiornalisti, prezzo: 23 euro.

Non addentrandomi oltre vi propongo una serie di acquisti che potreste fare con la stessa cifra, diciamo cose più utili e anche più piacevoli, voilà:

5. Hitler – Der Aufstieg des Bösen [2 DVDs]

Eh, mi fate salire il nazismo e ho bisogno di rilassarmi con una docu-fiction in doppio DVD, fatelo anche voi, avete bisogno solo di quei 23 euro!

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4. Una ceretta inguine + ascelle

Stesso prezzo, ma indubbiamente meno dolorosa di un concerto dei Thegiornalisti.

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3. Tre bottiglie di stura water

Non so perché, ma il podio è prettamente scatologico. Al terzo posto: procuratevi tre bottiglie di stura cesso (23 euro, ovvio) che se vi venisse voglia di andare alla prossima data potrebbero servirvi (prevenire è meglio che curare).

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2. Duecentotrenta rotoli di carta igienica del discount 

Vuoi mettere? Sempre che non ci pensi mammà.

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1. Un clistere, e che clistere!

Atto di coraggio per atto di coraggio io sceglierei questo, costa anche qualche centesimo in meno di un concerto dei Thegiornalisti. Poi cazzo… il packaging è una cosa surreale e tra Love Shower e Thegiornalisti non c’è confronto neanche a livello di nome, direi.

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By Starlight EP, recensione

EP di debutto dei britannici By Starlight: Sara Murray (voce e basso), Martino (chitarra e cori) e Ivo Sotirov alla batteria.

Il lavoro è stato prodotto da Paul Corkett che nel suo curriculum conta Black Market Music dei Placebo, Bloodflowers (The Cure) e The Butcher And The Butterfly (Queenadreena).

Il disco nasce da tutto questo: radici noise smussate dalla produzione ed evolutesi grazie alle diverse influenze dei membri del gruppo, la traccia di apertura ‘Run Away’ (capace di restarti nella zucca per un bel po’) ben rappresenta questo processo. Il cantato, sempre pulito, ricorda molto quello di Shirley Manson e alla fine dei conti ciò che si sente di più a livello di rimandi sono Pixies e The Cure, seppur rivisti e corretti con le chitarre che spesso vanno a 200 all’ora e la batteria che non perde un colpo.

Anche il secondo brano ‘So Desperate’ è destinato a rimanere in testa per un po’ di tempo, però per i miei gusti le canzoni uggiose devono esserlo non solo nelle liriche: la musica non dovrebbe essere frenetica, ma lenta e cadenzata; un po’ come avviene nella successiva ‘The Reason’ che (seppur catchy) è più calma.

‘All Gone’ conclude l’EP con qualche graffietto e feedback in più.

Il debutto dei By Starlight è quindi spendibilissimo sul mercato (specie quello più preparato del Regno Unito) grazie alla sua produzione pulita, alle doti della band e alla capacità di composizione fondata su ritornelli che fanno ciò che devono fare: restarti in mente. A livello personale non mi sarebbe dispiaciuta una dose maggiore di tristezza e lentezza, viste anche le liriche che mi sembra rimandino spesso ad amori finiti male; però più lo ascolto e più mi piace.

Sul sito della band potete ascoltare l’EP e scaricarlo:

http://www.bystarlight.info/

 

Sono i giorni di Teri Gender Bender

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Mentre il tour del main project Le Butcherettes si avvicina a larghe falcate verso il Tunnel di Milano ove suonerà questo sabato sera, la vulcanica Teri Gender Bender dà alla luce due sorprese.

Iniziamo proprio da Le Butcherettes che hanno fatto uscire il nuovo video di My Mallely (tratta da ‘A Raw Youth’) che potete gustarvi qua sotto:

 

L’altra gustosa novità è Drugs On The Bus, la prima traccia del suo ennesimo progetto Crystal Fairy (un vero e proprio supergruppo che la vede affiancata alla chitarra da Buzz Osborne e alla batteria da Dale Crover, entrambi The Melvins, e al basso dall’eterno amico Omar Rodríguez-López). Il primo album dei Crystal Fairy (eponimo) uscirà il 24 febbraio per Iperpac, il brano d’assaggio ci rivela un prodotto molto melvinsiano a livello di sonorità, ma con la voce della messicana che dà quel tocco gradevole che a mio avviso è sempre mancato alla band statunitense, ecco qua:

 

Se vi piace la buona musica credo che questo materiale non possa che farvi venire voglia di recarvi al Tunnel Club sabato alle 21.00, lo spettacolo che ogni volta che sale sul palco può offrire la follia della Teri sarà sicuramente memorabile (ve lo dice uno che l’ha già vista all’opera e che si concederà volentieri il bis).

Condividi e ricevi il brano: Omid Jazi – Entanglement (English Version Live In Studio)

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Un anno dopo l’uscita del suo primo album londinese Tooting Bec (Nexus Edizioni) Omid Jazi torna in studio proprio per sciacquare i panni nel Tamigi.

Il musicista italiano ha infatti messo in pratica l’inglese ormai perfezionato nell’uggiosa quotidianità della City traducendo nella lingua d’Albione il brano ‘Entaglement’ e riaprendo le porte degli Studios dove fu inciso il disco per registrarlo in presa diretta.

Omid ha voluto riadattare il pezzo per un power trio in cui ha cantato e suonato l’elettrica accompagnato al basso da Marco Panichella alias GIEI e alla batteria da Pavone Scarmaroli degli After Crash (che hanno in promozione il disco LOSTMEMORIES). I tre si sono divisi i compiti di postproduzione: Jazi si è occupato del mixing e Scarmaroli del mastering (come sound engineer ritroviamo Shuta Shinoda), mentre Panichella (regista e sceneggiatore di professione e firma del video di ‘Eggregora’) ha diretto il video della performance che uscirà ufficialmente nei prossimi giorni.

Il video che, in stile Jazi, promette di stupire è un modo per festeggiare il primo anniversario di Tooting Bec e per entrare finalmente nell’ultima parte di un progetto pensato per fasi: il periodo dei live, delle sperimentazioni artistiche e delle nuove collaborazioni.

La canzone si trova già su Soundcloud, ma Paper Cuts vi dà la possibilità di scaricarla gratuitamente in formato MP3: basta condividere questo post.

Kurt Cobain torna in tour

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Kurt Cobain di nuovo in tour, pardon in mostra. Tale Jeff Jampol (che già ha fatto cose simili con artisti quali Janis Joplin e Otis Redding) ha infatti rivelato al New York Times di stare lavorando a un’esposizione delle opere di arte figurativa (quadri, collage e quant’altro) del compianto leader dei Nirvana.

La mostra sarà itinerante e comprenderà gli artwork di nirvaniana memoria curati dallo stesso Cobain (vedi In UteroIncesticide) e opere mai viste sino ad oggi, ma ci saranno anche oggetti appartenuti al cantante-chitarrista che con l’arte c’entrano poco o niente (come sempre siamo sul filo dello sciacallaggio).

Va detto che Kurt non era affatto male con il pennello (o le forbici con le quali tagliò delle foto di vagine malate per farne un collage) in mano e questo estro l’ha trasmesso alla figlia Frances Bean la quale si è distinta con diverse opere interessanti e oscure e qualche mostra in giro per gli States.

 

 

L7 finalmente in Italia!

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Dopo la reunion avvenuta più di un anno fa le L7 non si sono più fermate portando il loro sudore e il loro possente sound sui palchi di tutto il pianeta.

Finalmente (grazie a Hub Music Factory) ecco anche la data italiana da imprimersi nella mente (e nel cuore): 4 settembre, Magazzini Generali, Milano.

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Bene, adesso che ho esaurito le 5 W posso fare il blogger friendly e dirvi che (parlando della mia band preferita vivente ed essendo la musica elemento vitale del mio essere) ho atteso la reunion e la data italiana per anni, googlando compulsivamente anche nei momenti di magra.

Oggi quando l’ho saputo mi stavo facendo la barba e mi son quasi trinciato la giugulare.

Aspettando di sentire e vedere dal vivo la Donita, la Suzi, la Jennifer e la Dee, vi ripropongo una loro vecchia performance italiana di uno dei miei brani prediletti (con una coda che riconoscerete sicuramente) ripresa da Videomusic (quanto tutto era migliore):

 

 

Litfiba, al via le registrazioni del nuovo disco

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A quattro anni dall’ultima fatica Grande Nazione (la prima dopo la pace Pelù-Renzulli) i Litfiba sono tornati in studio per registrare il loro nuovo album, il tredicesimo della loro lunga e travagliata storia.

La notizia è stata diffusa con un selfie di Piero e Ghigo postato sui social del gruppo fiorentino.

Pare non essere casuale la scelta della data di ingresso in studio, un 6/6/16 che fa tornare alla memoria uno dei lavori più conosciuti dei Litfiba alias El Diablo.