Imperdibile: 9 aprile a Milano il Layne Staley Italian Tribute (e l’8 a Pavia l’omaggio a Cobain)

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Doveroso, sincero e sentito è il benefit-show ufficiale in onore di Layne Staley, frontman degli Alice In Chains e dei Mad Season scomparso nel 2002.

Si tratta del Layne Staley Italian Tribute che nel 2016 giunge alla sesta edizione (quest’anno l’evento raddoppia con una serata dedicata a Kurt Cobain, leader dei Nirvana, che con Staley ha in comune non solo la provenienza, la genialità e lo sconforto, ma anche la data presunta di morte: uno il 5 aprile 1994 e l’altro lo stesso giorno di otto anni dopo).

La serata principale è in programma per sabato 9 aprile alla Blueshouse di Milano con inizio alle ore 21,00. Sul palco quattro tra le migliori band italiane che rendono omaggio ad ALICE IN CHAINS (Love Hate Love, da Pavia), MAD SEASON (Space Needles, da Bologna), PEARL JAM (No Habits, da Milano) e NIRVANA (Poottana Play for Money, da Milano). Al termine dello show la musica proseguirà con selezione di brani a tema da parte di Jack of All Trades dj.

Venerdì 8 aprile allo Spaziomusica di Pavia (dalle 22,00) l’esibizione dedicata a Cobain con Poottana Play for Money e Love Hate Love che ripercorreranno l’intera discografia di NIRVANA e ALICE IN CHAINS.

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Le due serate del Layne Staley Italian Tribute 2016 sono sostenute da Alice in Chains Italia e Nirvana Italia. Sono inoltre organizzate con il patrocinio della famiglia Staley e del sito ufficiale dell’associazione LAYNESTALEY.COM. L’evento italiano è inoltre gemellato con l’analogo tributo che si tiene ogni anno a Seattle.

Il Layne Staley Italian Tribute 2016 è un evento benefico: i proventi della serata saranno devoluti alla Onlus “Quelli che con Luca”, che sostiene l’attività di ricerca della Clinica Pediatrica dell’Ospedale San Gerardo di Monza, ricerca finalizzata a individuare nuove forme di terapia per sconfiggere la leucemia infantile, la forma più frequente di tumore in età pediatrica. L’associazione sarà presente con un proprio stand al concerto di Sabato 9 Aprile alla Blueshouse di Milano.

Questo è il poster ufficiale dell’iniziativa

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Ulteriori dettagli su http://www.alternative-grunge-crew.com e sulle pagine Facebook delle due serate:

Milano, https://www.facebook.com/events/160051431044254/

Pavia, https://www.facebook.com/events/567003226788111

Contatti:  info@alternative-grunge-crew.com

 

 

 

 

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Live Report – IlNero, Hard Rock Cafè Firenze

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Accolto da applausi calorosi, sinceri e liberatori Gianluigi Cavallo alias Cabo è tornato ufficialmente sulle scene con la sua nuova (e ottima) band IlNero. L’occasione la presentazione del disco ‘E=MC2 – Essenza di Macchina Cuore/Cervello’ all’Hard Rock Cafè della sua città d’adozione Firenze.

Il rocker parmense è apparso in piena forma, come se non fossero passati quasi dieci anni dalla fine della sua parentesi litfibiana e dall’inizio della sua nuova vita imprenditoriale.

“È colpa vostra” ha detto al microfono con emozione riferendosi ai fan arrivati da tutta Italia per rivederlo sul palco, che in questi anni non hanno mai smesso di chiedergli il ritorno.

Il gruppo che, per non smentire il proprio nome, si è presentato abbigliato in total black ha mostrato entusiasmo e mestiere. Con Cabo che si è dedicato unicamente alla voce, lasciando le parti di chitarra al talentuoso solista Joe Nocerino e al proprio figlio Sebastiano che, al secondo concerto in carriera, ha tenuto il palco con carattere non facendosi sopraffare da un ampli in vena bizze.

Sotto il palcoscenico assieme ai fan, anche i tanti amici di Cabo e de IlNero, la sua compagna di vita e le altre tre figlie. Sì, perché, Gianluigi Cavallo è un papà rock che mette l’amore genitore-figlio al primo posto, come dimostra il plot del singolo ‘Cuore’ applaudito e cantato a squarciagola dal pubblico tanto da essere replicato nel bis.

Emozioni forti anche durante l’altro brano più noto del neonato gruppo ‘Soli ed unici’.

IlNero ha poi proposto due cover che fanno già parte del suo DNA: ‘Personal Jesus’ dei Depeche Mode (che trovate anche nell’album) rivista e corretta in chiave aggressive e ‘Heroes’ di David Bowie riletta invece in chiave soft che è ormai diventata l’inno del progetto nonché un ringraziamento a tutti coloro che lo sostengono con tanto affetto.

Un’ottima performance del gruppo e l’importante ritorno di una voce che ha dato e darà tanto al panorama rock nostrano sempre più povero di tali personalità. Ma è solo l’inizio!