Intervista a Michelle Leon, ex bassista delle Babes In Toyland e autrice del libro ‘I Live Inside’

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‘I Live Inside’ l’ho divorato in due giorni, non pensavo di poter leggere duecento pagine in inglese con tutta la ruggine che ho accumulato negli ultimi anni. Il merito è tutto dell’autrice Michelle Leon, la bassista originale delle Babes In Toyland, che si è dimostrata un’eccellente narratrice. Nel suo primo vero lavoro letterario il focus è proprio la vita all’interno della band, da quando le tre musiciste potevano ritrovarsi a servire birre nel locale dove poche ore dopo si sarebbero esibite alla consacrazione e all’attenzione dei media. Michelle racconta tutto con assoluta sincerità ed è in grado di creare empatia per quella ragazzina un po’ timida che condivideva il palco e il furgone “Vanna White” con due personalità forti come Kat Bjelland (che su quel mezzo viaggiava sul “sedile della principessa”) e Lori Barbero. Lo stile di scrittura è semplice, diretto, accattivante. Il libro è strutturato in capitoletti scritti in presente storico e ogni tanto irrompono tra le sue pagine dei flash dell’infanzia e dell’adolescenza che contribuiscono a capire meglio le insicurezze dell’autrice/protagonista e la fascinazione che pian piano cresceva in lei per i ragni, la morte e l’oscurità. Interessante anche il materiale fotografico che impreziosisce il volume edito da Minnesota Historical Society Press.

Il dialogo con il lettore è costante: Michelle spesso irrompe con commenti cinici e mette a nudo alcune sue avversioni verso l’utilizzo di termini come “gig” o la ricorrente domanda sul cosa significhi essere una musicista donna. Ma questa è soprattutto una storia di incomprensioni, scazzi, tensioni, sorellanza, amore, condivisione tra tre persone. E una storia di morte che strappa il cuore. Veramente uno dei più bei libri che mi sono capitati tra le mani negli ultimi tempi.

Michelle è stata entusiasta di concedermi un’intervista e anche il modo in cui ha risposto alle domande mi è piaciuto molto, ci sa fare con la penna quanto ci sapeva fare con il basso!

We do an interview with Everett True, a famous music journalist in England, for the magazine NME. Thy take pictures of us in a London fla market, sheer white dresses hanging behind us on a clothesline as we sit on the ground. Everett asks a riveting question: “What’s it like to be girls in a band?” Lori kids that we get our periods at the same time. I cringe. Kat then talks about her stepmother beating her for not doing her chores properly. Lori mentions a guy whipping his dick out at her. “Is there anything else you would like to know?” I ask.
The interview questions I like best are the ones that explore our personalities, like “What’s your favorite holiday?” or “What’s your favorite food?” College fanzine writers are often great that way, like their intentions are pure, wanting to know more about you. Thse interviews are
actually fun. (MICHELLE LEON, ‘I Live Inside’ , Minnesota Historical Society Press, 2016)

  1. Perché hai deciso di scrivere questo libro?

Inizialmente non volevo scrivere per niente della band. Ero sulla difensiva e pensavo che a nessuno potesse importare di un’altra biografia rock e che sarebbe stato super noioso scriverne una. Stavo cercando di usare i miei master post laurea per scrivere cose più originali. Stavo scrivendo molto sulla mia vita, molte cose recenti come il vivere a New Orleans durante l’uragano Katrina. Mentre scrivevo il mio lavoro continuava a tornare ai tempi in cui ero nella band e alla fine ho capito che quella era la storia.

  1. Cosa significa per te il titolo ‘I Live Inside’?

Ha tanti significati: essere parte di qualcosa di importante è “vivere dentro”, come la band e la scena musicale o come passare il tempo con gli amici o la famiglia. L’idea di essere un insider vs. essere un outsider, trovare un posto al quale senti di appartenere. Ma si riferisce anche alle emozioni interne all’animo, allo scoprire significati vivendo e creando arte e musica e a come ciò ti fa sentire vivo, potente e libero.

  1. Il libro si apre con delle brevi opinioni di musicisti e scrittori sullo stesso. Quale di queste ti ha più toccato?

Ho amato tutte quelle recensioni! Quelle delle signore Skating Polly hanno significato molto per me perché loro hanno più o meno l’età che avevo io nel libro, è come un passaggio di testimone. Mi è piaciuta anche quella di Scott Heim che dice che il libro fa sì che tu voglia ascoltare musica con me e ballare con me; quello è il complimento definitivo!

  1. Hai impiegato sei anni per scrivere il libro, c’è stato un momento buio durante il processo? E il momento migliore invece quale è stato?

Ho dovuto affrontare molti rifiuti da agenti e editori, quindi ci sono stati momenti in cui sentivo che il libro non sarebbe mai diventato realtà. È stata molto dura perché ci ho messo dentro tanto cuore. Scrivere della morte di Joe Cole è stato veramente difficile; ho affrontato molti momenti cupi (da dentro e da fuori) e ho veramente scavato in profondità per ricordare come fosse essere lì in quel posto, subito dopo che lui se ne era andato e quanto ciò mi distrusse.

Molti dei momenti migliori sono stati quando la scrittura ha iniziato a scorrere, quando stavo avendo questi punti di svolta con i quali potevo capire cosa significava il tutto. Avere il libro pubblicato è stato fantastico! Non riesco a credere che sia realtà. Come quando un sogno diventa vero, così è vedere il libro fisicamente seduta alla mia scrivania o mentre faccio dei reading e firmo le copie nelle mie librerie preferite.

  1. Suonare nelle Babes In Toyland e scrivere un libro: quanto sono vicine e quanto lontane tra loro queste due forme d’arte?

Entrambe le cose, la scrittura e la musica, vengono dagli angoli più profondi del mio cuore. Entrambe derivano dai lavori creativi che apprezzo enormemente, adoro e amo. Scrivere è molto molto intimo, privato e personale, qualcosa da fare da soli. La musica è molto molto forte e collaborativa, quindi il tuo amore e la tua creatività vengono mischiati con quelli dei tuoi compagni di band per creare qualcosa che sta al di sopra di tutti voi, qualcosa di più grande di voi come individui.

  1. Quali autori hanno ispirato la tua tecnica di scrittura?

Maggie Nelson, Mary Karr, Amy Hempl, Lydia Davis, il libro ‘Widow Basquiat’ di  Jennifer Clements mi ha influenzato molto per lo stile con cui è stato scritto e anche per i brevi flash come nel mio libro. Leggo molto le donne, mi trovo molto più in sintonia con le loro storie e con il loro modo di raccontarle. Ho letto tante biografie per prepararmi. E leggo poesia da Jack Gilbert a Mary Oliver, Rumi, Sherman Alexie. Amo leggere e spero di avere sempre più tempo per farlo.

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CREDIT SHELLY MOSMAN

  1. Vuoi diventare una scrittrice o è stato solo un episodio?

Ho sempre voluto essere una scrittrice. Ho iniziato a scrivere per il giornale della mia scuola quando ero alle medie e avevo più o meno 12 anni! Mi piacciono tutti i generi: dalla poesia alla fiction al giornalismo alle lettere alla manualistica, tutto quello che ha a che vedere con la scrittura mi comunica qualcosa.

  1. Chi era la ragazza nelle foto con Lori e Kat e chi è oggi Michelle Leon?

Ero solo una ragazzina quando ero nella band. Incontrai Lori e Kat quando avevo 17 anni! Adesso sono nei miei quaranta e sono una mamma e una moglie e un’insegnante, ma sono ancora quella ragazza goffa e insicura in fondo in fondo. Amo la musica e l’arte e i fiori e i cani e le mie amiche e i miei amici. Questo non è cambiato!

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  1. Come trovi Kat e Lori oggi? Quali sono stati i loro commenti più significativi su ‘I Live Inside’?

Entrambe sono state fantastiche e mi hanno supportato. Non è stato facile. C’è stata una grande invasione della loro privacy a causa di ciò che ho scritto nel libro, sono stata il più trasparente possibile in quello che stavo facendo e ho mostrato loro le prime bozze. Lori, in particolare, è stata veramente di grande aiuto nel farmi ricordare i dettagli di diversi avvenimenti. La memoria è così interessante perché ricordiamo le cose nei modi più differenti. Proprio in questi giorni Kat mi ha detto: “Hai raccontato la verità” e questo significa TUTTO per me, perché so che lei ricordava molte cose in maniera differente alla mia e il fatto che mi abbia dato il suo OK nonostante la mia verità non combaci esattamente con la sua, mi ha veramente toccato il cuore, non dimenticherò mai la sua generosità.

  1. Quale band rappresenta oggi l’eredità delle Babes In Toyland? Forse ho un’idea!

Amo moltissimo le Skating Polly! (n.d.A l’idea era giusta.) Tutti dovrebbero ascoltarle! Ci sono anche un altro paio di band che amo nell’area delle Twin Cities: le Bruise Violet e le Kitten Forever.

So che ce ne sono tante altre, ma non esco più molto per vedere concerti. Ho un figlio di un anno e un lavoro diurno, quindi è un po’ complicato.

  1. Il libro mi è sembrato una sorta di elegia del passato, che ne pensi?

Sì, è stato divertente capire chi ero e chi sono ora ripercorrendo il passato!

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CREDIT SHELLY MOSMAN

  1. Ultime domande, forse le più facili di tutta la lista: perché non usi la parola “gig” parlando dei vostri show?

Ha ha! “Gig” è una parola buffa per me, mi fa venire in mente un rocker dandy e dozzinale, ma sono sicura che molte persone che la usano non sono dozzinali, parlare di “show” mi sembra meglio, ma non intendevo offendere nessuno!

  1. So che queste due le amerai: quali sono le tue vacanze preferite? Quale è il tuo cibo preferito?

VACANZE: il 4 luglio, non tanto per il significato o per il concetto di GRANDE AMERICA o cose così, ma perché si trova nel mezzo dell’estate ed è il miglior periodo dell’anno durante il quale puoi nuotare nei laghi e andare in bicicletta e andare ai mercati contadini e i fiori sono sbocciati. E i FUOCHI D’ARTIFICIO, naturalmente. Vivo in un posto dove può fare davvero freddo quindi l’estate è super speciale.

CIBI: olive, stuzzichini, verdure di stagione super fresche e pesce e carne affumicata, formaggio, bistecca, vino (AMO TANTISSIMO L’ITALIA E IL VOSTRO CIBO!!!!!) Ho vissuto anche per molto tempo a New Orleans, quindi tra i miei preferiti ci sono anche gamberoni bolliti e granchi e gamberetti.

  1. Dove la gente (italiana) può comprare il tuo libro?

AMAZON ITALY! Potete anche ordinare una copia firmata del  mio libro sulla pagina Facebook. Se avete la pazienza di aspettare quanto potrebbe metterci la posta, scoprirò quanto costano i francobolli per l’Italia quando manderò un po’ di libri domani.

  1. Vorresti suggerirmi un link youtube del tuo periodo nelle Babes e dirmi cosa significa per te?

 Amo questo video perché quello fu l’anno in cui sentivo che eravamo affiatate, che funzionavamo alla perfezione e che era il punto più intenso della nostra carriera insieme. Mi piace anche perché posso vedere quando ero solita portare le mie chiavi al collo per star sicura di non perderle!!!!

 

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