23 anni di sporcizia, cut-up nel giorno dell’uscita di ‘Dirt’ degli Alice In Chains. Era il ’92…

Dirt

Usciva in un autunno che se non uggioso lo sarebbe diventato appena messo su il disco, oggi ‘Dirt’ l’album che consacrò gli Alice In Chains fa 23 anni. Il lavoro degli AIC  è caratterizzato dalla cupezza dei testi firmati dal compianto Layne Staley e dall’attivo Jerry Cantrell, noi lo celebriamo con un cut-up traccia per traccia atto a farvi venire un indimenticabile magone:

I feel so alone, gonna end up a big ole pile of them bones. Oh, you couldn’t dam the river and maybe I don’t give a way, so you couldn’t dam the river and I washed so far away. Is she ready to know my frustration? What she slippin’ inside: slow castration, I’m a riddle so strong you can0t break me, did she come here to try, try to take me? I can feel the wheel but I can’t steer when my thoughts become my biggest fear, ah, what’s the difference I’ll die in this sick world of mine. Ain’t found a way to kill me yet, eyes burnt with stringing sweat, seems every path leads me nowhere. Seems so sick to the hypocrite norm running their boring drills. One who doesn’t care is one who shouldn’t be. Care not for men who wonder, straw the broke you back: you’re under, cast all them aside who care, empty eyes and dead end stare. I’M IRON GLAND. What’s gone wrong? I can’t see straight been too long full of hate. Sitting on an angry chair, angry walls that steal the air. Down in a hole and I don’t know if I can be saved, see my heart I decorate it like a grave, you don’t understand who they thought I was supposed to be, look at me know I’m a man who won’t let himself be. Am I wrong? Have I run too far to get home?

Mi sento così solo, finirò in un vecchio mucchio di ossa. Oh, non siete riusciti a deviare quel fiume e forse non me ne importa niente, quindi non siete riusciti a deviare quel fiume e lui mi ha spazzato via lontano. Lei è pronta a conoscere la mia frustrazione? Ciò che mi sta facendo scivolare dentro: una lenta castrazione, sono un enigma così difficile non puoi risolvermi, è venuta qui per tentare, tentare di prendermi? Posso sentire le ruote ma non posso sterzare quando i miei pensieri diventano le mie più grandi paure, ah, che importa io morirò in questo mio mondo malato. Non ho ancora trovato un modo per uccidermi, il sudore mi tormenta e mi fa bruciare gli occhi, ogni sentiero sembra condurmi da nessuna parte. Sembra così nauseante all’ipocrita mentalità comune con i suoi noiosi insegnamenti. Uno che se ne frega è uno che non dovrebbe esistere. Non importa degli uomini che chiedono, la goccia che fa traboccare il vaso: sei sotto, mettili tutti da parte chi se ne frega, occhi vuoti e sguardo che si perde nel niente. SONO IL GLANDE DI FERRO. Cosa è andato storto? Non riesco a vedere bene essendo stato troppo a lungo così pieno d’odio. Seduto su una sedia arrabbiata, pareti arrabbiati che rubano l’aria. Giù nella fossa e non so se posso essere salvato, vedi il mio cuore l’ho decorato come una tomba, non capisci che loro hanno pensato ciò che io avevo immaginato di essere, guardami adesso sono un uomo che non lascerà esistere se stesso. Mi sto sbagliando? Ho corso troppo lontano per raggiungere casa?

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